Spesso e volentieri, quando si leggono libri o articoli inerenti alla grande guerra, capita di leggere di battaglia molto sanguinose per la conquista di alture carsiche. La cosa che più fa riflettere però è l'altezza di queste alture.
Viene da chiedersi come mai quota 12 ad esempio possa offrire un vantaggio, infondo sono solo 12 metri sul livello del mare. Bisogna capire però che all'epoca, il carso era un grande deserto di pietra. non vi erano alberi, non vi erano che pochi bassi cespugli, non vi era acqua (almeno in superficie), ma soltatnto una lunga distesa di tipiche pietre bianche calcaree. 
Da questa immagine, si intuisce quasi subito quanta importanza potesse avere, in un territorio come questo, essere più in alto dell'avversario. Fu proprio su questo che si basò la difesa dell'esercito imperiale. Sfruttare il più possibile il territorio per riempire il gap che vi era tra chi difendeva e chi attaccava.
Lo sapevano bene gli austriaci, che avevano meno della metà degli uomoni a disposizione degli italiani, i quali a loro volta, non avevano la ben che minima conoscenza di tale territorio. La poca lungimiranza dei comandanti italiani poi ha fatto il resto. Fu così che per 29 lunghi mesi il carso divenne il centro del mondo, ingoiando un numero altissimo di vittime e diventando per chi vi doveva andare l'Inferno di pietra.
Grande guerra: La valle di Brestovizza
Posted by Andrea in Carso, Comeno, Grande Guerra, Slovenia, Trincee
Si tratta di una località , che si trova nell’omonimo vallone (Brestovški dol) in Slovenia a 53.4 metri s.l.m. ed a 2.6 chilometri dal confine italiano, è situata a nord del Monte Hermada e confina direttamente con l’Italia.
Il nome della località è dovuto alla presenza di alberi di olmo (in sloveno Brest). Durante il dominio asburgico Brestovizza in Valle fu comune autonomo.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Brestovizza in Valle fu completamente distrutta, quando l’esercito italiano, nell’undicesima battaglia dell’Isonzo, si avvicinò ai piedi del vicino Monte Hermada. Dopo la guerra, il paese fu completamente ricostruito. Da questa valle da sempre in mano Asburgica gli italiani attaccavvano il Monte Hermada per conquistare Trieste. Oggi attravero questa valle si possono ancora incontrare i resti di trincee, casematte, fortificazioni e caverne di guerra.
Ci sono tantissimi siti da visitare, elencarli tutti è praticamente impossibile, però vi segnalo alcune guide molto utili e ben scritte oltre che facili da seguire.
- Trincee nascoste sul Carso triestino, Goriziano e Sloveno
- I tracciati delle trincee della grande guerra. La conquista del carso di Comeno
- Il Carso dimenticato, le spallate dell'autunno del '16
- Nad Logem la collina fra due mondi (Storia e itinerari tra il vallone di Gorizia e il carso di comeno
I 5 cimiteri Austro-Ungarici del carso di Comeno
Posted by Andrea in Carso, cimiteri, Comeno, Grande Guerra, Slovenia
La prima Guerra Mondiale fu un evento di emani proporzioni, nessuno sino ad allora aveva visto nulla di simile. Le guerre, quelle che si era abituati a vedere, venivano combattute lontano dai centri abitati e generalmente duravao qualche mese al massimo un paio di anni. La prima Guerra Mondiale durò 4 anni, coinvolse un numero enorme di persone colpì tutto quello che si trovava sulla sua traiettoria lasciando a terra più di un milione di morti. Sul Carso, che oggi è un oasi vegetativa unica al mondo, si combattè per due anni. Tra i segni più tangibili di quella guerra sono rimasti a testimonianza, oltre che hai resti di trincee e baraccamenti, i cimiteri dei soldati Imperiali. Gli sconfitti, i nemici, così sono stati dipinti per troppo tempo, abbandonati a se stessi in molti giardini della memoria. Oggi ne vedremo alcuni che si trovano nel Carso di Comeno(Komen) territorio che si trova in Slovenia. Nella mappa qui sotto possiamo vedere la loro ubicazione ed il percoso per raggiungerli.
Ci sono molti altri cimiteri disseminati sul carso, anche in Italia, alcuni sono stati dismessi e le salme traslate nei vari ossari, quali Redipuglia, Oslavia, Udine ecc..Altri sono ancora oggi visibili come quelli di Prosecco ed Aurisina entrambi in provincia di Trieste.
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